Il galleggiante è parte fondamentale
dell'attrezzatura di pesca da terra e pertanto prendiamolo in considerazione
analizzandone nel dettaglio le diverse caratteristiche, i tipi fondamentali,
le varie forme, i materiali di costruzione, il loro impiego ottimale.
Per i pescatori sportivi che preferiscono la pesca con la canna bolognese o
comunque ad azione di punta, l'utilizzo del galleggiante per molte specie e
tecniche risulta essere un accessorio indispensabile.
Il tipo e la forma del galleggiante da impiegare vanno scelti in base al pesce
che si vuole insidiare, alla tecnica di pesca da adottare e alle condizioni
del mare.
In generale sceglieremo le forme di galleggiante più compatte (sfera e goccia
rovesciata) in presenza di moto ondoso di media intensità o molto sostenuto,
mentre sceglieremo le forme più allungate e affusolate nella parte superiore
(fuso e goccia) nel caso di mare calmo.
La taratura del galleggiante sarà sempre funzione delle condizioni del mare,
infatti la diminuiremo in modo proporzionale al moto ondoso, mentre dovrà
essere perfetta in caso di mare piatto.
Importante è anche il bloccaggio della lenza alla deriva del galleggiante per
migliorarne la stabilità in acqua ed evitare ingarbugliamenti durante il
lancio.
Infine sceglieremo l'astina colorata in base alle condizioni di luce.
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Lo scopo principale è
quello di segnalare l'abboccata del pesce mediante un affondamento
repentino o lento, con sussulti oppure spiombando cioè sollevandosi
leggermente.
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Altra funzione
importante è quella di sostenere l'esca alla profondità desiderata, alla
quale vogliamo insidiare il pesce.
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Infine scegliendo
opportunamente la grammatura e la forma del galleggiante, sarà possibile
appesantire la lenza con la quantità di piombo che riteniamo necessaria a
contrastare l'azione della corrente.
Per la pesca da terra esistono 5 tipi di galleggianti il
cui utilizzo dipende dal tipo di pesce che si vuole insidiare e dalla tecnica
di pesca che si vuole adottare.

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Corpo
: è la parte del
galleggiante che ne determina la galleggiabilità in acqua e pertanto ne
definisce la grammatura che è in grado di sostenere.
E' realizzato in legno di balsa di ottima qualità, in polistirolo
compresso, in sughero oppure in plastica. Sicuramente sono da preferire i
primi due materiali.
Diciamo subito che mentre nel caso del polistirolo compresso, essendo un
materiale non naturale, se ne riesce a controllare in modo più preciso la
densità specifica, realizzando pertanto galleggianti che rispettano
praticamente al 100% la grammatura indicata dal produttore e a parità di
grammatura hanno lo stesso volume;
nel caso del legno di balsa, è necessario che questo sia di primissima
qualità, altrimenti la presenza di zone di materiale più denso alternate
a zone di materiale meno denso, ne renderanno meno precisa la grammatura e
a parità di grammatura presenteranno volumi leggermente differenti.
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Deriva : rappresenta
il prolungamento inferiore del galleggiante, necessario a fissare lo
stesso al filo della lenza, mediante due o tre tubicini di gomma o di
silicone detti generalmente "scobidoo"; utilizzeremo 3 scobidoo
in caso di deriva molto lunga, col duplice scopo di posizionare in maniera
stabile il galleggiante in acqua nonché per ridurre la probabilità di
ingarbugliamento.
I materiali utilizzati per realizzare la Deriva sono essenzialmente tre:
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Deriva in Metallo : è
la più diffusa, sottile e robusta, permette al galleggiante di assestarsi
molto velocemente appena in acqua, risultando pertanto preferibile in una
competizione oppure in presenza di condizioni meteo marine sfavorevoli.
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Deriva in Carbonio : anch'essa robusta,
risulta essere la più sottile e leggera, e a differenza di quella in
metallo, una volta in acqua fa si che il galleggiante si assesti
lentamente.
Per quest'ultima caratteristica, se abbiamo realizzato una piombatura
mediante pallini o styls distribuiti lungo la lenza, ci permetterà di
notare l'abboccata del pesce anche in calata.
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Deriva in Tonchino : questo tipo di deriva
è ormai difficile da trovare, ma risulta essere sicuramente la più
indicata per la pesca in calata, perché farà assestare molto lentamente
il galleggiante data la sua leggerezza.
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Antenna di Segnalazione : rappresenta
il prolungamento superiore del galleggiante, necessaria a segnalare
l'abboccata del pesce, essendo la parte del galleggiante che fuoriesce
dall'acqua.
Per essere facilmente visibile viene colorata con colori fluorescenti:
giallo, rosso, arancio ed anche in nero.
In alcuni tipi di galleggianti, in particolare in quelli di grammatura
medio alta, tale asticella è intercambiabile in modo tale da poterne
scegliere il colore in base al colore delle acque e alla posizione del
sole, ovvero in base alle condizioni di luce o come tono di contrasto con
lo sfondo.
I materiali più utilizzati per realizzarla sono i seguenti:
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Plastica : è
sicuramente la più diffusa potendosi facilmente realizzare con diametro,
lunghezza e colore differenti, nonché per la sua robustezza e leggerezza.
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Carbonio
: è molto più sensibile
di quella in plastica, ed essendo affondante, una volta tarato il
galleggiante, affonda al minimo tocco del pesce e ciò risulterà negativo
in presenza di mare non calmo.
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Tonchino : più
leggera della plastica, è indicata per la pesca in calata.
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Anellino Scorri-Filo : è
un piccolissimo anellino metallico inserito sul corpo del galleggiante,
nella parte alta, all'interno del quale faremo passare il filo.
E' importante che tale anellino sia posizionato il più in alto possibile
per evitare che al momento della ferrata, il galleggiante possa
fuoriuscire dall'acqua, rischiando l'ingarbugliamento della lenza.
Se entriamo in un qualsiasi
negozio di pesca sportiva, troviamo galleggianti dalle forme più strane e
particolari, che potrebbero confonderci le idee circa la scelta della forma più indicata
per il tipo di pesca che vogliamo effettuare.
In pratica trattasi di molteplici variazioni che le singole aziende
produttrici di galleggianti, hanno apportato alle 4 forme standard, per far
fronte alle situazioni di pesca più particolari segnalate quasi sempre dai
garisti.
Se capiamo per bene le caratteristiche tecniche e di impiego di queste quattro
forme standard, in seguito saremo facilmente in grado di apprezzare le
caratteristiche specifiche di tutte le altre varianti che il mercato ci offre,
e quindi saremo capaci di orientarci nell'acquisto, con la sicurezza che una
volta in mare soddisfino in pieno le nostre esigenza di pesca.
Questo galleggiante in acqua si comporta in
maniera simile al galleggiante a sfera.
In particolare la parte superiore tondeggiante gli conferisce una buona galleggiabilità anche in presenza di moto
ondoso di media intensità e frequenza, mentre la parte inferiore
affusolata gli conferisce una buona penetrabilità nell'acqua in
caso di abboccata da parte del pesce.
Questo tipo di galleggiante ha una deriva piuttosto lunga che gli conferisce
una buona stabilità in acqua altrimenti precaria in assenza di tale
accorgimento.
IMPIEGO :
L'impiego ottimale del galleggiante a goccia rovesciata è in quelle
situazioni di pesca in cui si richiede una buona tenuta al moto ondoso, una
buona portata e allo stesso tempo una discreta sensibilità alle abboccate del
pesce.
Ad esempio lo si utilizza nella pesca ai saraghi, occhiate e spigole con mare
in scaduta oppure con moto ondoso di media intensità.
LA TARATURA :
La corretta taratura del
galleggiante a goccia rovesciata richiede che fuoriesca dall'acqua la sola
antennina di segnalazione ed una piccola porzione del corpo, in caso di mare
calmo;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà
aumentare la porzione del corpo che fuoriesce dall'acqua, realizzando una
taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 80% circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si realizzerà una taratura che veda il
corpo del galleggiante sommerso per il 60% circa.
In pratica possiamo vedere
questo galleggiante come ottenuto rovesciando il precedente.
Questo tipo di galleggiante è noto anche col nome di galleggiante da
trattenuta perché è molto utilizzato per la pesca in acque dolci in
presenza di corrente.
Infatti la maggior parte dei pescatori sportivi di mare non lo utilizza,
mentre i garisti lo utilizzano seppure in maniera limitata.
La sua forma caratterizzata dalla parte superiore affusolata e da quella
inferiore tondeggiante gli conferiscono la caratteristica di ottima tenuta
alla corrente e ottima penetrabilità in acqua in caso di abboccata.
IMPIEGO :
L'impiego ottimale del galleggiante a goccia è nella pesca in
condizioni di mare calmo ed in presenza di corrente sostenuta, cosa che
risulta molto frequente all'interno dei porti.
LA TARATURA :
La corretta taratura del
galleggiante a goccia richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di
segnalazione in caso di mare piatto;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà
realizzare una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 80%
circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si eviterà
l'utilizzo di questo tipo di galleggiante.
Questo tipo di galleggiante deriva da quello
a goccia, allungandone la parte inferiore.
Il galleggiante fusiforme per eccellenza è la penna
d'istrice, ottimo galleggiante con l'unico
grande difetto che ogni penna d'istrice ha una portata differente che rende
impossibile una standardizzazione nella realizzazione delle lenze.
Per questo motivo è stata soppiantata dai galleggianti fusiformi realizzati
in balsa o in polistirolo compresso.
IMPIEGO :
La sua forma fusiforme (da
cui il nome) lo rendono il galleggiante ottimale da utilizzare esclusivamente
in condizioni di mare piatto e in presenza di pesci diffidenti, per il grande
pregio di segnalare le abboccate in modo perfetto.
Infatti la sua forma snella gli consente di penetrare in acqua con estrema
facilità ed anche i pesci non trovano difficoltà nel farlo affondare dopo
aver ingoiato l'esca.
LA TARATURA :
La corretta taratura del
galleggiante fusiforme richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di
segnalazione in caso di mare piatto o con onda lunga;
in caso di moto ondoso di media o forte intensità, si eviterà di
utilizzarlo.
foto galleggiante
+ foto taratura
Il galleggiante a sfera è
sicuramente quello più indicato per la pesca in condizioni di moto ondoso
anche di notevole intensità, grazie alla sua capacità di seguire il
movimento dell'onda.

IMPIEGO :
Il galleggiante a sfera viene
utilizzato nella pesca al colpo di quasi tutti i tipi di pesci, in particolare
quando il moto ondoso è piuttosto sostenuto e irregolare.
Opportunamente tarato, comunque, lo si può tranquillamente utilizzare anche
in condizioni di mare piatto ad esempio nella pesca dei cefali a qualsiasi
profondità.
In commercio ne esistono diverse varianti in cui ad esempio si allunga
leggermente la parte inferiore oppure quella superiore, per migliorarne la
visibilità o aumentarne la sensibilità nel caso li si utilizza in condizioni
di mare calmo.
LA TARATURA :
La corretta taratura del
galleggiante a sfera richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di
segnalazione e che il corpo sia sommerso per l'80% circa, in caso di mare
calmo;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà
aumentare la porzione del corpo che fuoriesce dall'acqua, realizzando una
taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 60% circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si realizzerà una taratura che veda il
corpo del galleggiante sommerso per il 50% circa.
Nel caso di moto ondoso di
media e forte intensità, pur non avendo tarato completamente il galleggiante,
l'azione di pesca non ne risulterà penalizzata perché in queste condizioni i
pesci abboccano con meno diffidenza, per cui la segnalazione da parte del
galleggiante sarà comunque netta.
Foto
Questi galleggianti vengono utilizzati quando
la profondità dell'acqua a cui vogliamo pescare supera la lunghezza della
canna.
Le forme di questi galleggianti sono generalmente le stesse che troviamo per i
galleggianti fissi, con la sola differenza di presentare due anellini scorri -
filo, uno sul corpo del galleggiante e l'altro all'estremità inferiore della
deriva.
Grazie a questo accorgimento, essi possono scorrere sulla lenza madre e si
fermeranno alla profondità voluta, grazie alla presenza di un nodino fatto di
cotone, di lana o in gomma (line's float stopper) che avremo preventivamente
fissato sulla lenza madre e che potremo spostare facilmente a seconda della
profondità a cui vogliamo pescare.
Infine il finale lo potremo collegare tramite una girella a barilotto, e poco
al di sopra della stessa ci metteremo la piombatura costituita da torpilla e/o
pallini di piombo, l'ultimo dei quali segnerà il fine corsa inferiore del
galleggiante.
Per quanto riguarda le forme da impiegare e la taratura, valgono le stesse
indicazioni che ho dato prima per i galleggianti fissi.

I galleggianti per la pesca all'inglese sono anch'essi dei
galleggianti scorrevoli, anche se spesso vengono utilizzati come fissi.
Caratteristica di questi galleggianti è la disposizione del peso nella parte
inferiore terminale ed il posizionamento dell'anellino scorri - filo
all'estremità inferiore che risulta sempre immersa nell'acqua.
Questi tipi di galleggianti sono anche chiamati waggler: ad esempio un
galleggiante 15 + 1 sta ad indicare che è piombato con 15 gr di zavorra e ne
supporta un ulteriore grammo da dover distribuire sulla lenza.
I galleggianti waggler possono essere di due tipi:
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Con
bulbo (Bodied waggler)
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Lineari
(Straight waggler)
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Questo tipo di
galleggiante è adatto per lanci lunghi e richiede una piombatura
sulla lenza di 1-3 grammi. |
Questo tipo di galleggiante è
adatto per lanci medio - corti e richiede una piombatura sulla lenza
maggiore di quelli con bulbo. |
ACCESSORI: Alcuni
galleggianti sono muniti di alette e fischione che hanno la duplice funzione
di renderlo più visibile a distanza e più stabile nella fase di lancio.
VANTAGGI nell'utilizzo di
questi galleggiante (pesca all'inglese):
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Grazie al particolare attacco del
galleggiante alla lenza madre, ci permette di avere la lenza a diretto
contatto con l'amo, per cui la ferrata in caso di abboccata del pesce non
passa attraverso il galleggiante ma agisce direttamente sul monofilo,
risultando più rapida ed efficace.
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Pescando correttamente con la
punta della canna immersa in acqua, avremo la porzione di lenza tra noi ed
il galleggiante completamente immersa in acqua, e ciò oltre ad aumentare
la sensibilità in pesca del galleggiante, eviterà il problema dello
spostamento del galleggiante in presenza di vento trasversale al luogo di
pesca.
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Se abbiamo realizzato
correttamente la piombatura del galleggiante adoperato, avremo l'ulteriore
vantaggio di non ingarbugliare mai la lenza anche in caso di vento
contrario o trasversale, cosa praticamente impossibile con qualsiasi altro
tipo di galleggiante.
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Quarto vantaggio è quello di
avvertire, sul galleggiante, anche la minima mangiata del pesce.
MONTATURA E
PIOMBATURA : può essere
realizzata nei seguenti differenti modi, a seconda del tipo di tecnica
adottata.
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La
montatura più semplice è quella che prevede di fissare il galleggiante
con due grossi pallini di piombo (i quali tarano quasi completamente il
galleggiante), in modo che possa scorrere solo per 2 -3 cm, completando
la taratura del galleggiante mediante l'aggiunta di altri piccoli
pallini sul resto della lenza.
Questa montatura è poco utilizzata nella pesca all'inglese in mare
perché non consente di pescare a profondità maggiore della lunghezza
della canna adoperata.
Inoltre, una volta fissati i due pallini di piombo che bloccano il
galleggiante, risulta piuttosto rischioso per l'integrità della lenza,
farli scorrere per variare la profondità di pesca.
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Una
montatura alternativa è quella che prevede di utilizzare due piccoli
pallini di piombo per fissare il galleggiante, avendo preventivamente
realizzato i 2/3 della grammatura richiesta mediante una spiralina di
piombo avvolta sulla parte inferiore del galleggiante.
Anche in questo caso si perfezionerà la grammatura mediante altri
pallini piccoli inseriti sulla lenza.
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La
terza montatura prevede di utilizzare il galleggiante inglese come
scorrevole, per cui verrà bloccato superiormente con un nodino di lana (line'
s float stopper)
ed inferiormente il fine corsa del galleggiante sarà costituito da un
pallino di piombo oppure da una girella, sistemata ad una distanza
dall'amo non superiore alla lunghezza della canna adoperata.
Il galleggiante piombato
viene utilizzato pescando con una canna bolognese, quando si devono lanciare
esche lontano dalla riva, dove presumiamo stazioni il pesce.
Questo tipo di pesca può essere effettuata da qualsiasi scogliera naturale
o artificiale, all'interno e all'esterno dei porti, in generale su fondali
alti e con condizioni favorevoli come mare in scaduta ed acqua torbida.
Questo tipo di galleggiante ha un corpo solitamente sferico, ovale oppure a
goccia rovesciata, ed è realizzato con i soliti materiali: legno di balsa,
sughero, polistirolo compresso.
A seconda del tipo di materiale utilizzato, presenta una differente
galleggiabilità e quindi richiederà una opportuna piombatura che il
costruttore determinerà e ingloberà all'interno del galleggiante stesso
(da cui il nome).
Il piombo inglobato nel galleggiante, di forma cilindrica, viene situato
nella parte inferiore dello stesso;
in commercio ne troviamo con grammature che, in genere, variano da 3 a 40
gr.
Infine, nella parte inferiore (spesso fissata nel cilindretto di piombo)
troviamo un anellino libero di ruotare (tipo girella) che servirà per il
fissaggio del galleggiante alla lenza madre.
IMPIEGO :
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Galleggiante Piombato da solo
Il galleggiante piombato
utilizzato da solo, rappresenta sicuramente l'impiego più diffuso, e
viene utilizzato ad esempio nella pesca di occhiate e aguglie.
Il fissaggio del galleggiante alla lenza madre si ottiene semplicemente
inserendo il filo della stessa nell'anellino del galleggiante, e
fissandolo poi con due grossi pallini di piombo (in modo analogo ad un
galleggiante per la pesca all'inglese).
La piombatura sarà completata con altri piccoli pallini sul terminale,
che hanno anche il compito di far stendere la lenza una volta in acqua.
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Galleggiante Piombato Affondante
Prendiamo un galleggiante
piombato (ad esempio di 8 gr), ne asportiamo completamente il piombo
(che sarà di circa 6-7 gr) e lo sostituiamo con un piombo da 8 gr
circa.
Il galleggiante così ottenuto, una volta in acqua tenderà ad
affondare, per cui potremo farlo affondare per alcuni metri per poi
richiamarlo in superficie, fino a portarlo a riva.
Con questa tecnica di pesca, potremo insidiare quei pesci più
sospettosi che vogliono l'esca in movimento.
Il fissaggio del galleggiante avviene al solito modo, mediante due
grossi pallini di piombo.
La tecnica descritta risulta efficace anche nella pesca di boghe,
aguglie e sgombri.
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Utilizzo del Doppio Galleggiante
A causa della forma e del peso, i galleggianti piombati
tendono ad opporsi all'affondamento, quindi se i pesci più sospettosi
ne accusassero la presenza durante la mangiata, potremmo risolvere il
problema utilizzando il doppio galleggiante.
In pratica utilizzeremo come base portante il galleggiante piombato
inserito scorrevole sulla lenza madre, senza il fermo superiore, e poi
inseriremo un secondo galleggiante sferico in sughero (diametro max 1,5
cm) alla distanza desiderata dall'amo.
In fase di pesca, il galleggiante piombato servirà solo a portare il
piccolo galleggiante di sughero a distanza notevole dalla riva, mentre
il piccolo galleggiante fisso sferico servirà a segnalare la mangiata
del pesce.
L'unico problema di questa tecnica di pesca consiste nell'alta
probabilità di ingarbugliamento della lenza in fase di lancio, che
potremo eliminare facendo distendere la lenza in acqua, trattenendola
con la mano un attimo prima che i due galleggianti tocchino l'acqua.
Sono dei galleggianti costituiti da due parti (testa e
corpo) che si avvitano l'una nell'altra mediante filettatura protetta da una
guarnizione in gomma per evitare che dell'acqua entri all'interno.
Nella testa è sistemato un diodo led che emette luce verde o rossa,
alimentato da una batteria al litio.
L'utilizzo di questi galleggianti è analogo a quelli piombati, per la pesca
notturna.
L'alternativa ai galleggianti luminosi è quella di adoperare le starlight
(bastoncini di fosforo cristallizzato che piegati a meta emettono una luce
verde ben visibile di notte) inseribili al posto delle antennine nei
galleggianti fissi, scorrevoli e all'inglese che le prevedono.
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