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Pesca del Sarago da Riva a Galleggiante
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Testo di  Vittorio Quagliolo
Fotografie di  Vittorio Quagliolo
Data Pubblicazione  22/03/2009

Il Diplodus, piu' comunemente conosciuto con il nome volgare di Sarago, e' una tra le specie piu' ambite dai pescatori sportivi. Si differenzia in diverse specie e generi, ma quelli che piu' ci daranno possibilita' di cattura, saranno il sarago pizzuto (Puntazzo puntazzo) e il sarago fasciato (Diplodus vulgaris).

Qualsiasi sia la tecnica usata, surfcasting, ledgering o pesca con il galleggiate, la sua cattura puo' essere tanto abbondante, tanto scarsa o inesistente, nonostante le tecniche sopraffini e mirate.

La sua classificazione nella catena alimentare marina, non lo collocano di certo in cima. E' preda ambita di grossi Branzini, Leccie Amia e pesci Serra. Soprattutto branzini e leccie, quando gli stessi si radunano in folti branchi a caccia di cibo. In compenso pero', madre natura li ha muniti di caratteristiche morfologiche, in grado di trasformarli in grufolatori da caccia, capaci di resistere alle correnti piu' avverse ed individuare cibo anche a grosse distanze.

Il loro apparato boccale, e' munito di forti denti aguzzi in grado di spezzare, strappare e maciullare qualsiasi cosa sia alla portata della loro mandibola.
In natura si cibano di tutto, qualsiasi cosa sia commestibile e facile da catturare, anche se generalmente brucano le scogliere in cerca di mitili e ricci, cibo posto in cima alla loro alimentazione.

Il loro habitat e' la scogliera, il porto o qualche relitto sommerso, qualsiasi posto non piu' profondo di un centinaio di metri e che offra riparo e cibo in abbondanza.
Nei nostri mari e' presente tutto l'anno, anche se le catture migliori avvengono in autunno ed a primavera.

Sono pesci di branco, difficilmente si distaccano da esso, tranne poche eccezioni relative agli sparlotti o a quelli di grossa taglia. Amano le ore notturne e la turbolenza, dove abbandonano le loro tane per recarsi in cerca di cibo.

Saranno proprio le ore notturne e le condizioni meteo marine avverse, a spingerci in una pesca possibilmente mirata a questo fantastico e buonissimo sparide.
Presupposto che se si vuol far carniere, le condizioni ideali devono esserci tutte, vediamo come insidiarlo con le varie tecniche.

La Tecnica

Per resistere in pesca, in condizioni meteo marine da surfcasting, abbiamo bisogno di due cose fondamentali: ottima attrezzatura ed una scogliera naturale o artificiale a breve distanza.

La canna dovra' essere robusta ma al contempo leggera, dovrà resistere abbastanza bene al presumibile vento e quindi sono da scartare canne lunghe. Una canna inglese tre pezzi non piu' lunga di 3.90 metri oppure una canna bolognese da 4 metri, sono da considerarsi le attrezzature migliori in caso di vento moderato o forte.

Il mulinello, puo' avere una taglia variabile tra' i 2000 ed i 4000, l'importante e' che sia leggero e bilanci bene la nostra canna. Il mulinello andra' imbobinato con monofilo in nylon 0.16 massimo 0.18. monofili piu' grossi sono inutili, pur essendo il sarago un pesce combattivo, lo si spiaggia senza grosse difficolta', anche con uno 0.14.

Veniamo ora alla montatura. Viste le assodate condizioni marine, sono da scartare galleggianti a pera, a penna o qualunque altra forma studiata per affondare a meraviglia.

Sono da preferirsi galleggianti di tipo sferico piombati, riescono a resistere bene alle onde senza affondare creando falsi allarmi. Andranno scelti in grammature da 4 a 10 grammi. Queste grammature ci consentiranno di scagliare le nostre esche anche a 30 metri dalla battigia. Il galleggiante andra' posto direttamente sulla lenza madre, fermato da due perline e due stopper, posti alla distanza di circa 5-10 cm.
Questo oltre a garantirci la taratura in lunghezza del terminale, fara' anche in modo da lasciare piena liberta' al galleggiante in modo da assecondare correnti e turbolenze senza creare alcun tipo di garbuglio.

Il terminale avra' una lunghezza pari circa ai 2/3 del fondale nella zona di pesca, composto da un buon fluor carbon 100% in misura 0.14-0.16. Il fluor carbon ci aiutera' non poco, nel tira e molla, resistendo alla micidiale dentatura dello sparide.

L'amo e' da scegliere in base alle esche che utilizzeremo, non storcete il naso, ma la principale sara' il mitilo, che andra' innescato su amo beak n° 8 mediate un robusto ago da innesco dove verra' creato un salsicciotto usando filo elastico.

L'azione di pesca e' tra le piu' semplici. Lanci contro corrente mirando al primo gradino di risacca. La lunga e scocciante pre-sgusciatura dei mitili, verra' ricompensata dalle catture sicure che avverranno.

Vittorio Quagliolo

  Identikit a cura di Michele Angelo Foglia
Conosciamo il Sarago

Il Sarago, uno dei pesci piu' ricercati dai pescasportivi di mare. Con questo nome volgare vengono individuati diverse specie e generi tra cui: Diplodus sargus o sarago reale; Diplodus vulgaris o sarago testa nera detto anche sarago sguaiato o fasciato; Puntazzo puntazzo, o sarago pizzuto o pinzuto; Diplodus anularis o sparlotto; Diplodus trifasciatus o sarago faraone, molto raro.

Morfologia

Appartiene alla famiglia degli sparidi, corpo compresso lateralmente, di forma pressoché semicircolare; la bocca armata di formidabili incisivi rivolti in avanti, le pinne pettorali sono di forma triangolare di colore neutro, mentre le pinne ventrali, in posizione toracica, sono nere e orlate di bianco. Il dorso è generalmente scuro fino alla linea laterale che è molto evidente, mentre i fianchi sono argentei o dorati

Habitat

Il sarago fasciato preferisce le coste rocciose con fondali a posidonia; il sarago pizzuto preferisce fondali rocciosi, praterie di posidonia ma anche i porti; il sarago reale preferisce le coste rocciose algose con fondali a posidonia.

Comportamento

Il sarago reale è piuttosto sedentario, compie spostamenti di piccola entità in base alle condizioni meteomarine, all'alternarsi della luce diurna e alle maree; i piccoli stazionano presso la linea di battigia delle coste rocciose, delle scogliere artificiali e lungo le banchine dei porti insieme a sparlotti e piccole occhiate, mentre gli esemplari piu' grossi preferiscono stare al largo e in profondità. Il sarago pizzuto è un migratore che percorre spazi anche molto ampi, pertanto lo si può ritrovare anche in ambienti differenti da quelli preferiti dal sarago reale. Il sarago testa nera compiono anch'essi spostamenti stagionali di piccola entita' popolando le coste rocciose e l'interno dei porti durante la buona stagione; è piu' costiero degli altri saraghi nel senso che stazione più vicino alle coste anche in assenza di mareggiate.

In conclusione, il periodo migliore per insidiare il sarago va' da maggio a novembre.


Sarago Fasciato (Diplodus vulgaris)

 



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