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Bolentino di fondale nel Canale di Sicilia
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Testo di  Marcello Guadagnino
Fotografie di  Marcello Guadagnino
Data Pubblicazione  19/01/2010

I fondali marini antistanti la costa di Marinella di Selinunte ( foce del fiume Belice ) sono principalmente sabbiosi o fangosi e pertanto non particolarmente pescosi. Poche secche si possono trovare a distanza di qualche miglio dalla costa, la Secca del Belice e la Secca Mauna sono tra le più frequentate dai bolentinisti che le calde mattine d'estate salpano dal piccolo porticciolo con il buio ancora padrone della notte.

La tipologia sabbiosa dei fondali ha permesso la diffusione di una pianta primaria marina la Posidonia oceanica. Lungo una batimetria che va dai 10 ai 45/50 metri di profondità la Posidonia oceanica ha colonizzato vaste aree permettendo un pascolo di molte specie ittiche con un forte valore commerciale.
A tal maniera le grosse imbarcazioni dette “Volanti” del grande porto di Sciacca (AG), praticano lo strascico e nel tempo hanno fortemente ridotto la fauna marina.

Il bolentinista se vuole provare delle emozioni più intense è costretto a raggiungere zone di pesca particolarmente distanti, i cosiddetti Banchi (Banco Graham, Banco Terribile) percorrendo distanze talora di oltre 30 miglia dal porto Selinuntino. I Banchi presentano fondali rocciosi con “cadute di secche” che raggiungono dislivelli di profondità che vanno dai 40 a 250 metri. Queste zone risultano ancora oggi essere particolarmente pescose per il Bolentino di altura, il Vertical and Butterfly Jigging ed altre tipologie di pesca con inneschi e calamenti diversi, secondo le proprie esperienze personali.

E allora ci si può imbattere in prede come la Cernia di fondale o la Cernia Bruna, il Dentice , tantissimi Occhioni, la Ricciola ed il Pesce San Pietro di apprezzabile pezzatura. E' chiaro che queste distanze e importanti profondità dei fondali impongono l'utilizzo di particolari e spesso costose attrezzature.

Il supporto nautico
L'imbarcazione deve avere dei requisiti importanti da non sottovalutare quali la stabilità, la velocità e la sicurezza in mare, requisiti utili a contrastare le repentine variazioni di correnti e di venti che contraddistinguono il Canale di Sicilia.

L'Attrezzatura
Le Canne ed i Mulinelli devono supportare librature di una certa consistenza ed è evidente come i mulinelli devono essere rigorosamente elettrici per il recupero a profondità di oltre 200 metri. Mulinelli Shimano Dendou-maru 4000 HP-A che risultano particolarmente leggeri e versatili per questo tipo di pesca, così come abbiamo avuto degli ottimi risultati con l'uso di filo “Antares XT Special Boat Braid 50 e 60 lbs.

I nuovi jigs Shiamano Butterfly offrono un'innovativa ed alternativa via al classico sistema di pesca a jigging. Questi artificiali sagomati 3D creano un'azione a spirale con movimenti laterali durante il recupero. Il risultato finale è far scattare una immediata reazione di attacco alla stragrande maggioranza dei pesci. E allora anche se non particolarmente fortunati per l'ambito territoriale di pesca a nostra disposizione , le tecniche e l'esperienza riescono comunque ad ottenere un buon pescato.

La tecnica
Riassumere in poche righe tutto quel che c'è da dire sul bolentino di profondità è veramente impossibile. Piombature che possono variare dai 500 gr ai 2 kg, a seconda dell' intensità della corrente.
Il terminale costituito da lenza madre in nylon da un millimetro alla quale sono fissati i braccioli che possono essere da un minimo di 2 ad un massimo di 6.
Il collegamento viene effettuato tramite con un sistema di snodo che permette di scaricare le torsioni.

Una parte da protagonista la prende l'amo che va scelto a seconda delle prede insidiate, un amo molto utilizzato è quello a becco d'aquila della misura dal 2\0 in su.
La serie F1 della Yamato e i plain shank sono molto commercializzati.

Al di sopra del terminale si è soliti utilizzare una lampada per aumentare la possibilità di visione dell' esca alla preda. In bobina almeno 500 metri di tracciato e ovviamente mulinelli elettrici o salpabolentini.

Completa l' attrezzatura una buona canna dalle 30 alle 60 lb.

In genere si pesca scarrocciando, al massimo con un ancora a pallone, ma se gli scogli sono isolati e attorno vi sono grandi distese sabbiose allora l'ancoraggio risulterà proficuo.

Nel canale di Sicilia sono molte le zone con delle vere e proprie oasi sommerse dove la fauna si raduna, a volte sono relitti semisommersi e li è facile l'incontro con grossi gronghi, mostele e la stessa cernia, invece ci si può ancorare su delle “cadute” dove la batimetria cambia repentinamente e quello è sicuramente un ambiente di caccia per molti predatori, di conseguenza se riusciamo a trovare il momento magico riempire il pozzetto dell' imbarcazione non sarà difficile.

Un gran “Finale” per un ottimo inizio
Trave a sei braccioli. I bolentinisti hanno le proprie preferenze riguardo i terminali, spesso però ci si affida ai prefinti.

Un ottimo prodotto sono i terminali della Kristal Fishing, semplicemente un trave a sei braccioli con ami di buona fattura, con un efficacissimo sistema di snodo.
Una caratteristica dei terminali Kristal Fishing è quella di avere gli ami posti alle estremità di misure superiori ai quattro restanti, soprattutto perché faccia si che le voluminose esche poste su questi ami facciano da richiamo per i grossi predatori.

Lenza madre costituita da nylon da 1,25 mm, braccioli da un mm gli ami posti alle estremità del 6/0 gli altri 4 misura 4/0.

Esche che fanno gola
In altre discipline alieutiche la grande varietà di esche provoca molto spesso grandi confusioni. Nel bolentino d'altura la scelta è invece più limitata. Ottimi sono sia il gambero che alcuni anellinidi come il bibi, ma l'esca regina del bolentino rimane la sardina.

Viene innescata intera se la nostra intenzione è quella di dedicarci a grosse prede (cernie e naselli), invece utilizzeremo la parte terminale quella vicino alla coda che risulterà più resistente e compatta.
Trafitta due volte dall' amo, resiste benissimo e difficilmente si staccherà, a meno ché non sia stata divorata dall' affamata minutaglia che si aggira sotto la nostra imbarcazione.
A volte può essere vincente piazzare sull'amo più alto uno sgombro tagliato a metà, esca adatta per la cernia e per i pesci di grossa taglia..

L'elettronica
Grazie ai sistemi cartografici di rilevamento delle posizioni possiamo dirigerci verso i punti migliori successivamente ecoscandagli di alta qualità ci agevoleranno nell' operazione di ricerca del pesce, basandoci oltre che sulla presenza di vita ma anche sulla conformazione del fondo cercando ripide pareti, avvallamenti o scogli isolati.

Pesca a mezz'acqua
Teniamo presente che non tutti i pesci stazionano sul fondo, alcuni come sciabola e naselli inseguono la preda nel momento delle salpate possiamo sentirli abboccare a mezz'acqua.
Durante le risalite cautamente conviene sostare alcuni secondi, a profondità minori spesso possono essere catturate prede di tutto rispetto.

Per terminare, una bella foto al pescato .... a parte la bellissima cernia!

Marcello Guadagnino
 



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